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Interventi

La rete di scuole e la formazione dei docenti

di Elena Gabriella Salvati

Abstract: Il modello formativo proposto dalle recenti normative considera necessaria una organicità nuova rispetto al  passato in cui la formazione del docente assume un ruolo predominante e strategico. Considerato superato l’impianto gentiliano della conoscenza disciplinare equivalente alla trasmissione automatica di conoscenze e saperi, si è giunti alla considerazione che nessun cambiamento potrà mai avvenire se non prescinda da una formazione autentica, consapevole, responsabile e soprattutto condivisa in cui l’apporto degli altri diventa imprescindibile.

Abstract: The training model proposed by the new regulations is witnessing an unprecedented emphasis on teacher preparation and quality,  assumed to be an essential ingredient in students' achievement and other school outcomes. It is not to be considered a single concept with a single meaning. Rather, the term has come to encompass an array of complex and controversial issues, including teacher recruitment, qualifications, preparation programs and pathways, to more specific issues regarding the content of the professional teacher-preparation curriculum.

Investire nella formazione dei docenti significa porre le basi per innescare il miglioramento.

In Italia, già a partire dalla metà degli anni ’90, si è assistito ad una fase, per certi versi frettolosa, di intense e sostanziali innovazioni, pensiamo alla Laurea in Scienze della Formazione Primaria con relativo tirocinio; alla Scuola di Specializzazione (SSIS)[1], che, sebbene istituita dal 1991, è entrata effettivamente in funzione a partire dal 1999; e poi ancora al T. F. A. o  al P. A. S..

La formazione dei docenti, fino a poco tempo fa, si traduceva in una mera formalità burocratica, in cui l’apposizione di una firma comprovava l’avvenuto adempimento. L’intervento formativo era percepito come astratto, inefficace. Soprattutto si confondeva l’aggiornamento con la formazione, laddove il primo coincide con uno schema fisso, una metodica astratta, teorica e ripetitiva, mentre la seconda richiede, inequivocabilmente, un processo da attivare.

Il primo tentativo di “fare rete” per la formazione dei docenti risale al 2001/2002 ad opera di INDIRE. Secondo il modello e-learning si utilizzava una piattaforma che, attraverso la messa a disposizione di una molteplice varietà di materiali, esperienze, studi, sollecitava il docente ad un coinvolgimento attivo per mezzo di laboratori e forum. Questo, di fatto, legava virtualmente docenti sparsi su tutto il territorio nazionale, creando un circuito di discussioni, di attività condivise, di scambi che, con la mediazione dei tutor, permetteva ad ogni singolo docente di sviluppare la propria professionalità.

Sempre in questa direzione devono intendersi le sperimentazioni attuate dall’Emilia Romagna, prima estese a tutto il territorio nazionale e poi, confluite nel D. M. 850/15 e  nella C. M. 36167/15 che hanno definito senza alcun dubbio le modalità del percorso di formazione dei neoimmessi: incontri in rete, bilancio di competenze (in entrata, in uscita, future), laboratori formativi condivisi, documentazione delle attività, proponendo una formazione basata sul “fare”, mettendo i neoassunti in situazione con l'obiettivo di trasferire quanto appreso nei propri processi quotidiani di apprendimento.

Alla luce della legge n.107/2015, la formazione per i docenti si caratterizza come «obbligatoria, permanente e strutturale».

Cosa è cambiato?

Il nuovo concetto di rete, indicato dalla L. 107/15, è concepito con una governance non gerarchica, basata sulla solidarietà collettiva, sulla coesione e la condivisione, in cui tutti i soggetti sono equipotenziali.

Nella rete la collegialità, la professionalità, la trasmissione di valori, riflessioni, condivisione e miglioramento acquistano significato autentico, al fine di realizzare la learning organization, lo sviluppo professionale dei docenti, da conseguirsi nelle modalità della ricerca-azione cooperativa, mediante un apprendimento integrato con l'esperienza di lavoro, frutto di processi di riflessione e di autoanalisi[2].

Occorre prendersi cura della didattica, aumentando il tempo dedicato a migliorare la qualità dell’insegnamento, la capacità di documentare le buone pratiche, di analizzare le proprie azioni professionali, di offrire e chiedere supporto agli altri riorientando le azioni didattiche.

Certamente la rete come dimensione professionalizzante non è esente da problematiche. Il passaggio da comportamenti competitivi o quanto meno divergenti, a comportamenti convergenti e collaborativi non è un’azione simultanea, bensì un cammino da perseguire attivando processi di integrazione ma anche di identità.

Il vero obiettivo non è essere in rete, ma lavorare in rete, individuando modalità di apprendimento, organizzando occasioni formative, costruendo processi di verifica dei risultati, di ricaduta nella pratica didattica, bilanciando la crescita della rete e quella dei singoli.

Sicuramente la metamorfosi della scuola in learning organization richiede una completa riconversione dei linguaggi pedagogici finora adottati intendendo «il learning come vivere una situazione di crescita continua, di espansione, di arricchimento culturale, di comunicazione con la ricerca»[3], avviando in un ciascun docente un processo di autoformazione che lo porti ad imparare con gli altri superando l’egocentrismo in una progressione continua, che deve essere soprattutto consapevole e motivata tale da trasformare questi, da semplici impiegati in professionisti dell’educazione, che fanno scuola, riflettono sulla scuola, studiano sulla scuola e agiscono nella scuola consapevolmente e collegialmente.

 

[1] Per una storia delle SSIS si veda Giunio Luzzatto, Insegnare a insegnare. I nuovi corsi universitari per la formazione dei docenti, Carocci editore, Roma 2001.

[2] Calidoni, P. Didattica come sapere professionale. La Scuola, Brescia 2000,  pag 126.

[3] Ibidem.

tags: Formazione; sviluppo professionale; condivisione; capacità riflessive; rete

Elelna Gabriella Salvati

Docente IC Cariati [CS]

gabriellasalvati@libero.it