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Valutare le scuole per migliorare la scuola

May 20, 2018

La recente istituzione del sistema di valutazione della scuola nazionale italiana si pone come una conseguenza necessaria della riforma dell'autonomia scolastica ed è vista come una strategia politica chiave; l'autovalutazione scolastica è obbligatoria; tutte le scuole si impegnano in autovalutazioni per essere preparate all'ispezione nazionale NEV (visita), sebbene l'autovalutazione sia anche estremamente utile per alter attività scolastiche come la preparazione del Piano di miglioramento scolastico. I regolamenti che regolano il Sistema Nazionale di Valutazione (DPR 80/2013, pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale il 4 luglio 2013) sono la prova che il sistema scolastico italiano è entrato in una nuova fase.

 

The recent establishment of the Italian National School Evaluation System arises as a necessary consequence of the reform on school autonomy and it is seen as a key policy trajectory; school self-evaluation is compulsory and all schools engage in self-evaluations so as to be prepared for national NEV inspection (Visit), although self-evaluation is also enormously useful for other school activities such as preparing the School Development Plan. Regulations controlling the National System of Assessment (DPR 80/2013, published in the Official Gazette on 4th July 2013) are evidence that the Italian school system has entered a new phase.

 

Keywords: Sistema nazionale di valutazione, Riforma dell’Autonomia Scolastica, Autovalutazione, Visita ispettiva del NEV, Piano di Miglioramento dell’Istituzione Scolastica

 

Keywords: Italian National School Evaluation/Assessment System; reform on school autonomy; school self-evaluation; national NEV inspection; School Development Plan

 

 

 

 

Con l’emanazione del DPR n. 80/2013 e della legge 107/2015 in Italia viene delineato un nuovo e compiuto Sistema Nazionale di Valutazione (SNV), che si basa sulla successione di autovalutazione, valutazione esterna, miglioramento e rendicontazione pubblica degli esiti. Il sistema di valutazione è finalizzato alla qualificazione del servizio scolastico, al miglioramento della qualità dell’offerta formativa, alla valorizzazione delle professionalità e soprattutto al miglioramento degli apprendimenti e delle competenze degli allievi.

Il nuovo Sistema Nazionale di Valutazione (SNV) estende al settore dell’istruzione il processo già avviato per l’intera Pubblica Amministrazione italiana con il D.Lgs. n. 150/2009, che ha consolidato l’impianto normativo degli anni ‘90 in materia di responsabilità individuali e organizzative sull’intero ciclo di gestione della performance.

 

Il D.Lgs. n. 150/2009, attuativo della legge 4 marzo 2009, n. 15, in materia di «ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni» delinea un ciclo di gestione della performance che deve servire alle pubbliche amministrazioni per migliorare la qualità del servizio offerto e per garantire la crescita delle competenze professionali attraverso «la valorizzazione del merito e l’erogazione dei premi per i risultati perseguiti dai singoli e dalle unità organizzative in un quadro di pari opportunità di diritti e doveri, trasparenza dei risultati e delle risorse impiegate per il loro perseguimento».

 

Dall’anno scolastico 2014/2015 tutte le scuole sono tenute ad introdurre e gestire processi formali di autovalutazione, valutazione esterna, pianificazione e implementazione di azioni di miglioramento e rendicontazione dei risultati. Il modello italiano di valutazione punta quindi sul miglioramento degli esiti di ciascuna scuola, per ottenere un miglioramento di sistema sollecitando il coinvolgimento di tutta la comunità scolastica che non è in competizione con altre istituzioni, non essendoci né classifiche né ranking.

 

Il processo triennale di valutazione nelle scuole si è avviato con la stesura del Rapporto di Autovalutazione da parte dei NAV (Nuclei di Autovalutazione costituiti in tutte le istituzioni scolastiche) dopo l’emanazione della  direttiva n° 11 del 18 settembre 2014, che ha individuato le priorità strategiche della valutazione del sistema educativo di istruzione e formazione per il triennio 2014/15 – 2016/2017 stabilendo che «la valutazione è finalizzata al miglioramento della qualità della offerta formativa e degli apprendimenti e sarà particolarmente indirizzata: alla riduzione della dispersione scolastica e dell' insuccesso scolastico; alla riduzione delle differenze tra scuole e aree geografiche nei livelli di apprendimento degli studenti; al rafforzamento delle competenze di base degli studenti rispetto alla situazione di partenza; alla valorizzazione degli esiti a distanza degli studenti con attenzione all'università e al lavoro».

 

Per supportare e guidare il processo di valutazione delle scuole e in rispetto del dettato del comma 5 dell'art. 2 del DPR  80/201, il 9 novembre 2015 è stata istituita la Conferenza per il coordinamento funzionale del sistema nazionale di valutazione composta dal Presidente dell’Invalsi, Anna Maria Ajello, dal Presidente dell’Indire, Giovanni Biondi, e dal rappresentante dei Dirigenti Tecnici, Giancarlo Cerini (attualmente in pensione e sostituito dall’anno scolastico 2017/2018 dal coordinatore nazionale dei Dirigenti Tecnici, Ettore Acerra). La scelta di creare un coordinamento «a tre gambe» del SNV, con tre soggetti istituzionali, l’Invalsi, per la strumentazione statistica, il Servizio Ispettivo nazionale, per la consulenza e coordinamento dei nuclei di valutazione esterna e l’Indire, per l’assistenza alle scuole per il Piano di Miglioramento, è nata dalla convinzione che la scuola italiana sia un ambiente sociale complesso, centrato non solo sui risultati degli apprendimenti, ma anche sulla formazione e sull’educazione del cittadino. La scuola è un ambiente caratterizzato dall’intrecciarsi di molte relazioni, tra insegnanti e allievi, tra insegnanti e insegnanti, tra dirigenti scolastici, insegnanti e personale non docente, tra dirigenti, insegnanti e famiglie, a cui vanno aggiunti i rapporti con il territorio, i servizi, i diversi consulenti esterni. In questo contesto la valutazione, non intesa in senso punitivo o giudicante, ma nel senso di percorso di autovalutazione formativa, diventa un’occasione per ristrutturare in itinere il proprio modo di essere, secondo un modello di scuola in trasformazione continua. Questo modello di valutazione porta in sé un’idea di autonomia e responsabilità, di sviluppo e miglioramento riferibile sia all’organizzazione che al personale della scuola: la valutazione, quindi, si configura come un sistema funzionale al miglioramento dell'azione, ovvero alle regolazioni dei comportamenti professionali ed organizzativi. Quello che si vuole migliorare non è l’esito della singola esperienza, ma la performance complessiva dell’intero sistema di istruzione.

 

L’esperienza del Sistema Nazionale di Valutazione (Invalsi, MIUR e Indire) deve esser vista come un’occasione offerta dal sistema per il proprio rilancio e l’affinamento del servizio. Ed è proprio in questa ottica che i Nuclei esterni di valutazione delle scuole hanno e continuano ad operare su tutto il territorio nazionale e la visita dei NEV rappresenta un momento per innescare una riflessione di tipo pedagogico-didattico, oltre che organizzativo.

La Conferenza per il coordinamento del sistema Nazionale di valutazione, nell’ottica di avviare la prima grande «operazione trasparenza» ad ampio raggio della scuola italiana, a vantaggio di famiglie e studenti, ha stabilito di rendere pubblico un documento divulgativo che presenta in modo chiaro e sintetico gli scopi della valutazione esterna, gli elementi di qualità che verranno considerati per la valutazione, il ruolo del RAV, la composizione dei Nuclei Esterni di Valutazione (NEV), i criteri di scelta delle scuole da valutare, il protocollo seguito durante la visita di valutazione e le conseguenze immediate della visita.

La valutazione, viene ribadito nel documento, è finalizzata al miglioramento della scuola; gli esiti della valutazione esterna forniscono alle scuole elementi per attuare il Piano di Miglioramento, e nei casi in cui risulti necessario, suggerimenti per modificarlo. Il lavoro dei NEV risulta pertanto strettamente collegato alla formulazione del RAV che si basa sul noto quadro di riferimento tridimensionale costituito da Contesto, Esiti e Processi.

 

La prima valutazione, intesa come autovalutazione, è la «narrazione» della vita della scuola. Appare evidente il richiamo al pensiero di Bruner, secondo cui la narrativa è un mezzo attraverso cui costruiamo la nostra identità. La costruzione del sé tramite la sua narrazione è un processo continuo che ci dona la consistenza dell’io [1].

Ogni scuola, scelta a campione, casualmente e rappresentativa in ogni macroregione italiana degli Istituti Comprensivi e delle Scuole Secondarie di Secondo Grado, è visitata da un NEV formato da tre persone: un Dirigente Tecnico, un valutatore di provenienza professionale scolastica (indicato come profilo A) e un altro valutatore di provenienza lavorativa esterna alla scuola (profilo B). I tre membri dei NEV costituiscono un unico team, ma al loro interno assumono ruoli differenti. Il Dirigente Tecnico coordina il NEV, tiene i contatti con la scuola e garantisce l’intero processo valutativo. Il valutatore profilo A, proveniente dal mondo della scuola, si occupa prevalentemente dei processi didattici ed educativi e gestisce i colloqui con i docenti. Il valutatore profilo B è un esperto esterno al mondo della scuola, competente nella ricerca sociale o nell’ambito delle organizzazioni; è in genere un ricercatore universitario o un esperto di valutazione delle organizzazioni. La sua competenza nell’utilizzo degli strumenti di ricerca assicura al team la cura della correttezza metodologica e la corretta gestione dei colloqui con i genitori e con gli studenti.

 

Prima della visita, i componenti del NEV leggono i documenti e i dati sulla scuola: il RAV, il PTOF e il sito web della scuola, oltre a eventuali altri documenti e dati disponibili su web. Durante la visita, ilNEV raccoglie informazioni tramite interviste, individuali e di gruppo, e osservazione degli spazi scolastici. La visita dura tre giorni. Inizia con un incontro del NEV con il Dirigente Scolastico, lo Staff di dirigenza e il Nucleo Interno di Valutazione (NIV). In seguito, vengono effettuate interviste individuali e di gruppo (a docenti, genitori, studenti), una visita agli spazi della scuola e un incontro conclusivo con il Dirigente Scolastico, lo staff e il NIV. L’intervista è uno strumento conoscitivo di straordinaria efficacia: essa consente di esplorare «il mondo dell’intenzionalità e delle disposizioni interne stabili o legate alla situazione contingente affrontata»[2]. Durante questo incontro finale, il NEV fornisce una prima sintesi informale sugli esiti della visita. Dopo la visita, il NEV formula i giudizi motivati, scrive il Rapporto di Valutazione Esterna (RVE) e restituisce i risultati alla scuola. La valutazione del NEV è collegiale e contiene un giudizio motivato per ogni ambito oggetto di valutazione, formulato con un punteggio scelto tra i sette punteggi previsti dalla scala di valutazione, analogamente a quanto fatto dalla scuola con il RAV. Il NEV deve spiegare le motivazioni della scelta nei casi in cui il suo giudizio risultasse differente da quello che la scuola si era assegnata nella compilazione del RAV. Dopo la visita il NEV restituisce alla scuola il Rapporto di Valutazione Esterna (RVE) contenente i giudizi su ciascuna area oggetto di valutazione. Il Dirigente Tecnico, o il valutatore A, presenta e discute in presenza alla scuola i risultati della valutazione. La scuola potrà poi utilizzare il RVE per adattare, in autonomia, il proprio Piano di Miglioramento.

 

La prima grande «operazione trasparenza» ad ampio raggio della scuola italiana, a vantaggio di famiglie e studenti, di crescita per insegnanti e dirigenti scolastici, di miglioramento della qualità dell’offerta formativa, purtroppo, cammina dal 2011, anno di nascita del «Sistema nazionale di valutazione», divenuto operativo con il DPR 80 del 2013, un poco a rilento. La valutazione ha riguardato dall’avvio, ottobre 2016-maggio 2017, appena 375 istituti e da ottobre a febbraio 2018, ne ha interessato addirittura meno, 220. Il numero ancora è troppo basso rapportato agli ottomila istituti scolastici funzionantiin Italia. Le visite dei NEV sono state condotte il primo anno, solo nel 4,6% delle scuole totali e il secondo anno nel 2,75%. Anche se le direttive ministeriali programmavano un controllo annuale che coinvolgesse fino al 10% delle scuole, e un percorso valutativo completo nell’arco di un triennio, con questi numeri ogni istituto verrà «visitato» dal nucleo esterno ogni 20/25 anni. Il decollo definitivo del Sistema nazionale di valutazione viene frenato proprio dalla carente consistenza della terza gamba del sistema, quella degli ispettori ministeriali: a fronte di un organico (sulla carta) di 191 profili, attualmente se ne contano 56 a tempo indeterminato più 68, a termine, con contratti triennali.

 

Il valore aggiunto di un rapido decollo del Sistema Nazionale di Valutazione è evidente anche perché i NEV si sono rivelati preziosi proprio per ridefinire i Piani di Miglioramento e stimolare le scuole ad adottare azioni precise di miglioramento, concentrandosi sulle aree più critiche e facendo leva sulle risorse positive presenti. La valutazione esterna si caratterizza come strumento utile per tenere vivo l’impianto riflessivo e garantire la tenuta unitaria e una maggiore equità del servizio scolastico.

«Il modello italiano di valutazione delle scuole non prevede infatti premi e sanzioni»[3] - ricorda Damiano Previtali, dirigente dell’ufficio Valutazione del Sistema nazionale di istruzione e formazione del MIUR. Si punta piuttosto su un processo di autoanalisi e predisposizione di piani di miglioramento condotto dagli stessi istituti che in questo modo sono protagonisti del loro miglioramento come è necessario nei sistemi caratterizzati da autonomia e responsabilità» e come spiega la presidente dell’Invalsi, Annamaria Ajello, «va anche detto che le analisi in corso delle valutazioni esterne confermano i giudizi di autovalutazione delle scuole o si discostano di livello (vanno da 1 a 7). Peraltro, le visite sono ben accettate, tanto che gli istituti limitrofi spesso chiedono ai team di andare anche da loro[4]».

 

Ciò avvalora la convinzione che la valutazione è un processo che non riguarda il solo dirigente, né il solo referente per la valutazione, ma richiede la responsabilità di tutti gli operatori della comunità scolastica, che si impegneranno nelle azioni di miglioramento solo se consapevoli e convinti dell’utilità di questa operazione, che mira alla trasparenza, passando per la verità.

Occorre registrare, pur tra le criticità segnalate, che il processo avviato concorre con decisione alla costruzione di una cultura della valutazione, che è volano di riflessione, cambiamento e miglioramento, non solo delle singole istituzioni scolastiche e del sistema di istruzione, ma dell’intera società.

 

 

 

 

[1] Cfr. J. BRUNER, La fabbrica delle storie, Laterza, Bari 2006.

[2]PELLEREY M., Le competenze individuali e il portfolio, RCS Libri, Milano, 2004, p. 125.

[3]Claudio Tucci, Mancano gli ispettori, la valutazione delle scuole non decolla, «Scuola24», 5 dicembre 2017

[4]Claudio Tucci, Mancano gli ispettori, la valutazione delle scuole non decolla, «Scuola24», 5 dicembre 2017

 

BIBLIOGRAFIA

  • Allulli G., L'autovalutazione: uno strumento strategico di governo della scuola, Milano 2013.

  • Capperucci D. (a cura di), La valutazione degli apprendimenti in ambito scolastico. Promuovere il successo formativo a partire dalla valutazione. FrancoAngeli, Milano 2014.

  • Bruner J., La fabbrica delle storie, Laterza, Bari 2006.

  • Castoldi M., Valutare a scuola. Dagli apprendimenti alla valutazione di sistema. Carocci, Roma 2012. 

  • Cerini G. (a cura di), Una certa idea di valutazione. Homeless Book, Faenza 2012.

  • Cerini G., Spinosi M. (a cura di), Strumenti e cultura della valutazione. Voci della scuola, 2/2013, Notizie della Scuola, Tecnodid, n.11-12, febbraio 2013.

  • Faggioli M., (a cura di) Migliorare la scuola, Edizioni Junior 2014

  • Fondazione G. Agnelli, La valutazione della scuola. A cosa serve e perché è necessaria all’Italia. Laterza, Roma-Bari 2014.

  • Pellerey M., Le competenze individuali e il portfolio, RCS Libri, Milano, 2004, p. 125.

  • Previtali D., Come valutare i docenti? La Scuola, Brescia 2012.

  • Vertecchi B., Manuale della valutazione. Analisi degli apprendimenti e dei contesti. FrancoAngeli, Milano 2003.

 

SITOGRAFIA

 

 

 

http://www.invalsi.it/snv

http://www.istruzione.it/snv/index.shtml

http://www.istruzione.it/snv/docenti_normativa.shtml

http://www.istruzione.it/snv/scuole_normativa.shtml

 

 

 

 

 

 

Maurizio Piscitelli

Dirigente Tecnico

Coordinatore Servizio tecnico-ispettivo

Ministero Istruzione Università e Ricerca

Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria

Via Lungomare, 259 - Catanzaro Lido

Dirigente Ufficio IV USR Calabria – Ambito Terrritoriale di Vibo Valentia

maurizio.piscitelli@istruzione.it

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