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Canada - Islanda – Italia. Sistemi educativi a confronto

May 10, 2018

Partendo dall’osservazione diretta di due sistemi educativi all’avanguardia, canadese e islandese, si vuole tentarela comparazione degli stessi con quello italiano, focalizzando l’attenzione sui temi della valutazione, dell’organizzazione e della leadership, al fine di trarre utili spunti per i piani di miglioramento delle scuole.

 

 ting by the view of two advanced education systems, the Canadian and the Icelandic school systems, the aim of this article is to compare these two kinds of systems with the Italian one, focusing on assessment, management and leadership in order to draw useful suggestions for improvement plans.

 

Keywords: Education System, Italy, Iceland, Canada, Assessment, Governance, Management, Leadership

Parolechiave: Sistemi educativi, Italia, Islanda, Canada, valutazione, organizzazione, governance, leadership

 

 

Il presente articolo vede il confronto di apparati educativi, quello islandese e quello canadese, sicuramente differenti da quello italiano, ma di sicuro impatto per gli spunti di utilità che possono esserne tratti. Non si vuole, però, solo presentare e confrontare sistemi di istruzione differenti da quello italiano, ma si vuol anche porgere un invito al personale della scuola, con particolare riferimento alle figure apicali, a voler ritagliare del tempo dal pesante carico di lavoro quotidiano, per fare esperienze di crescita professionale.

 

Le suggestioni, le competenze e gli spunti che si acquisiscono attraverso la visita e lo studio dei sistemi educativi esteri rappresentano una ricchezza personale e, nell’ottica della disseminazione, un’occasione per il miglioramento del sistema educativo locale ad ampio raggio.

 

Le esperienze di visita e di analisi di sistemi di istruzione stranieri, che possono essere condotte grazie ad alcune iniziative di scambio professionale promosse da associazioni specifiche di settore [1], consentono di riflettere sulle differenze e sulle vicinanze di apparati che, pur distanti tra loro per tradizione e stili di vita, offrono diversi punti di contatto e di approfondimento.

 

Canada

 

Attraverso il job shadowing, esperienza intensa e altamente formativa, è possibile effettuarel a visita e la conoscenza delle scuole, del loro funzionamento e della loro organizzazione.

 

La concezione di leadership si arricchisce attraverso l’esame dei differenti profili dei Principals, corrispondenti ai nostri dirigenti scolastici. Le diverse performance direttive, unite dal filo conduttore dettato dalle indicazioni nazionali canadesi e dallo specifico ufficio territoriale di riferimento, consentono di costruire un profilo più vicino alla realtà riguardo all’organizzazione didattica e alla valutazione.

 

Le scuole canadesi si caratterizzano per un forte spirito di accoglienza e coinvolgimento delle istituzioni ospiti, facendole sentire decisamente partecipi dei processi di interazione didattico-formativa, tramite esperienze relazionali intense, partecipate e giustamente drammatizzate.

 

I gradi di istruzione canadesi si suddividono in quattro percorsi: quattro anni di scuola materna – kindergarden – non obbligatori. Il segmento di studio obbligatorio per un bambino canadese inizia all'età di sei anni con la scuola elementare che copre i primi sei anni/gradi; in Canada ogni anno frequentato è identificato con un grado. Il secondo livello è costituito dalle scuole medie, che giungono fino al settimo, oppure ottavo grado, a seconda della provincia di appartenenza. La scuola secondaria, invece, parte dal nono e arriva al dodicesimo grado, dura quattro anni ed è di solito frequentata da ragazzi tra i  quattordici e i diciotto anni.

 

Il Canada investe nell'istruzione e riconosce come obiettivo fondamentale quello di garantire l'uguaglianza sociale a livello d'istruzione scolastica a tutta la sua popolazione. A tale proposito è promosso il bilinguismo a scuola.

 

Punti di forza del sistema scolastico canadese:

  1. La facilità del confronto: incontri tra dirigenti di gruppi/reti di tipologia e dimensione variabile che con riunioni frequenti, mediamente una ogni quindici giorni, consentono l’aggiornamento e la condivisione continua di paralleli ed esperienze;

  2. La personalizzazione degli ambienti: le aule personalizzate dai docenti sono più funzionali alla lezione e più efficaci nel processo di insegnamento.

  3. La presenza di una sovrastruttura orientata maggiormente al supporto delle attività del dirigente: i Principal possono contare su una struttura di supporto (board) per tutti i tipi di attività. All’interno del board ci sono i superintenders associati a gruppi contenuti, di circa venti/trenta dirigenti, che prontamente rispondono alle sollecitazioni di chiarimenti e consigli dei colleghi. Nel board sono previste anche altre figure come il Coach che si occupa di aspetti didattici e del curriculum.

  4. Middle Management: un Viceprincipal che non ha classi e che costituisce un costante aiuto per il dirigente.

  5. Maggiore disponibilità di risorse: spazi e ambienti più moderni ed attrezzati: laboratori, biblioteche, palestre, campi da gioco, aule specifiche per la musica e la recitazione. In molte scuole c’è un’aula in cui si svolgono attività alternative con alunni che lamentano insofferenza temporanea alla lezione e alla classe di appartenenza oppure alunni «H».

  6. Maggiore flessibilità: ad esempio la scelta dei docenti è affidata direttamente ai Principal.

 

Punti di debolezza del sistema scolastico canadese:

  1. Alcune figure sono selezionate dall’alto, come il Viceprincipal e questo talvolta comporta conflitti tra le figure apicali della scuola. È interessante constatare come alcune scelte del sistema scolastico canadese siano punti di forza ma anche di debolezza, ad esempio, la figura del Viceprincipal è sicuramente utile alla gestione della scuola ma per il modo con cui viene selezionata, ossia non dal Principal, bensì dal Board, può generare conflitto se non in linea con lo stile di leadership del dirigente.

  2. Maggiore sindacalizzazione: i sindacati entrano anche in alcuni aspetti procedurali come ad esempio l’investigazione (ossia una sorta di procedimento disciplinare) sui docenti.

  3. Decisamente opinabile la pratica di operare con i disabili attraverso una didattica alternativa, disgiunta dal gruppo classe, che esula dalla nostra concezione di integrazione ed inclusione, che invece vede all’interno della classe il luogo in cui realizzare il diritto alla studio dei soggetti disabili, attraverso strategie di sostegno all’intera scolaresca.

  4. Costante proceduralizzazione di molte situazioni problematiche: questo meccanismo aiuta il dirigente ad utilizzare una sequenza di azioni da seguire per risolvere i problemi, ma allo stesso tempo può rilevarsi insufficiente e addirittura un ostacolo se la situazione da risolvere sfugge allo schema progettato.

 

Islanda

 

L’Islanda mostra un solido equilibrio nel settore dell’istruzione anche se, per alcune tematiche, è tutt’ora in evoluzione. Sull’inclusione, ad esempio, l’Islanda è orientata sempre più verso modelli tipo quello italiano, con la Special Needs Education e l’integrazione totale del disabile nelle classi. Il ministero sta investendo molto su Human Rights, Democracy, Firm And Kind, concepiti come obiettivi trasversali a lungo termine.

 

Favorevole il clima di accoglienza e collaborazione che si prova nel visitare le scuole: subito si comprende come tra le priorità ci sia quella di garantire il benessere di tutti gli utenti, che siano studenti, docenti o personale. I tempi e le attività didattiche sono pianificate focalizzando l’attenzione sul favorire le migliori condizioni ambientali per l’apprendimento. Anche gli spazi ampi e ben progettati concorrono al raggiungimento di tale scopo e sicuramente degne di nota sono le aule suddivise per disciplina, fortemente caratterizzate e dotate di servizi igienici. Tutte le aree didattiche sono innovative. In alcune scuole sono presenti anche piccoli spazi forniti anche di pc per ogni docente. In particolare, la caratterizzazione delle classi per discipline e/o docenti consente una maggiore cura della lezione con evidente positiva ricaduta sui risultati didattici.

 

Le scuole, mediamente, registrano una quantità inferiore di alunni rispetto a quelle italiane. Si caratterizzano per una spiccata libertà e responsabilità concessa ed affidata agli alunni, maggiore elasticità disciplinare, diffuso clima di tranquillità e serenità. Per quanto concerne la valutazione, nel primo segmento di istruzione, dai sei ai sedici anni, di fatto non è prevista la ripetizione degli anni, ma per ogni alunno si definisce un profilo di uscita che ne caratterizzerà il percorso alle scuola secondaria, della durata di tre o quattro anni.

 

Molto diffuse sono le attività laboratoriali, condotte dagli alunni con responsabilità, anche in età preadolescenziale. Si praticano cucina, cucito, attività artistiche laboratoriali e piccole manutenzioni (arts and crafts) e tutto ciò concorre a pieno titolo nella valutazione formativa. Anche nelle scuole superiori le attività pratiche sono diffuse. Si può affermare che il learning by doing in Islanda sia ormai una realtà indiscutibile.

 

Pensiero divergente e creatività sono coltivati nelle attività scolastiche di tutti i giorni; spesso gli alunni sono chiamati a esprimersi liberamente o comunque con pochi vincoli e ciò viene valutato al pari di altri indicatori maggiormente formali. La valutazione degli studenti coglie pertanto anche  indicatori che nel sistema di valutazione italiano sono trascurati, come, appunto, la creatività.

 

Il ruolo del docente in Islanda è in evoluzione e si sta orientando dal tipo cattedratico, che svolge la lezione frontale, al docente concepito come guida oppure verso il docente facilitatore che opera tra i banchi in un’innovativa concezione degli spazi nella classe.

 

Si rilevano, quali punti critici, la poca attenzione ad alcune attività di tipo tradizionale, ad esempio la didattica trasmissiva, che nell’ambito di alcune valutazioni sembra non avere il giusto peso o comunque non quello che si è soliti attribuire ad essa nel nostro sistema di valutazione.

 

Come già detto, in Islanda si tende a sottolineare e a valorizzare le abilità piuttosto che le conoscenze. Apprezzabile lo spazio e le modalità di conduzione dei momenti ricreativi, a volte decisamente sfrenati.

 

Altro elemento critico sembra essere il non adeguato riconoscimento della professione docente, non solo dal punto di vista economico, ma anche dal punto di vista del carico di lavoro: il numero di ore settimanali dei docenti ammonta infatti a 42 ore, anche se c’è da dire che, come per gli alunni, anche i docenti beneficiano di diversi momenti della giornata di relax.

 

In definitiva, vengono riproposti sinteticamente, i punti di forza:

  • Enfasi sulla creatività, pensiero divergente;

  • Attuazione sistematica del Cooperative learning;

  • Solido compimento del Learning by doing;

  • Minore apprensione per i risultati della valutazione (infatti nel primo segmento gli alunni non vengono fermati con le ripetenze ma si realizza un portfolio di competenze come punto di partenza per le secondaria);

  • Ruolo di facilitatore e di guida del docente;

  • Clima amichevole tra docenti e alunni (non c’è una netta barriera tra docenti e alunni, tanto che lo stesso docente è definito «to be firm and kind»;

  • Differenziazione delle attività in uno spazio sicuro;

  • Attività motorie organizzate e con spazi all’avanguardia;

  • Coinvolgimento delle famiglie;

  • Unico percorso dai sei ai sedici anni.

Le criticità:

  • Poca attenzione ad alcune attività, come la cura dell’insegnamento delle conoscenze;

  • Inclusione, Special Needs Education, non ancora omogenea;

  • Sfrenatezza durante i momenti ricreativi da parte degli alunni;

  • I docenti lavorano quarantadue ore settimanali, anche se nell’arco della giornata godono di molti momenti di svago.

Elemento paradigmatico da importare dall’Islanda è riuscire ad investire sul potenziamento del pensiero divergente e della creatività. In tal senso i dati in Italia sono ancora scoraggianti, anche se per attuare tale strategia non è necessario molto: si tratta di curvare le attività didattiche avendo cura di portare alla luce quello che pensano e provano i nostri studenti.

 

Schema di comparazione

Di seguito è riportata una tabella di comparazione dei tre sistemi sulla base di tre indicatori: valutazione, organizzazione e leadership.

 

 

 

[1] L’autore si riserva di fornire per mail specifici dettagli in merito a tali associazioni.

 

 

Bibliografia e sitografia

  • A.Paletta (a cura di), Dirigenti scolastici leader per l’apprendimento, Iprase, Rovereto, 2015.

  • http://www.disal.it/Resource/Vol_Leadership_mail.pdf

  • The Structure of the European Education Systems 2017/18,Commissione europea,Euridice fact and figures.

  • https://webgate.ec.europa.eu/fpfis/mwikis/eurydice/images/f/f4/Structures_2017_18_diagrams.pdf

     

     

 

 

Fabio Grimaldi

Dirigente scolastico I.C. Diaz, Laterza (TA).

fabiogrimal@gmail.com

 

 

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