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EDITORIALE

May 20, 2018

 

 

 

La scuola, nelle sue innumerevoli espressioni, che spaziano dale esperienze didattiche alla governance più articolata, è argomento sempre attuale e coivolgente, che suscita pareri appassionati, critiche caustiche, ma anche luoghi comuni e facili banalismi.

Sempre nel mirino dei media, fa notizia per le manifestazioni, i progetti, le competizioni studentesche ma anche per i casi di bullismo, di emarginazione, discriminazione o mancata inclusione.

La scuola è al centro: al centro di interessi culturali, al centro di interessi civici, sociali, economici, al centro dei programmi politici di riforma, al centro del dibattito sul miglioramento della Pubblica Amministrazione.

In un’ottica così complessa occorre fare il punto su due macroaree di approfondimento che ora più che mai interessano la scuola, vista dall’interno del processo di miglioramento: la valutazione e l’inclusione.

Là dove si discute di sviluppo non può essere sottovalutato il fattore «valutazione/autovalutazione», che costituisce il primo focus tematico di questo terzo numero di Didactica.

Qualsiasi percorso da cui scaturisca il cambiamento deve essere concepito e accolto sia all’interno e sia all’esterno, per questo la valutazione è anche autovalutazione e rendicontazione oltre che valutazione esterna; per questo l’inclusione non si sostanzia soltanto con il recepimento di una normativa ma, ancor di più, tramite la sua estensione generalizzata nella comunità scolastica, nella sua accezione più ampia.

Nella presente edizione, esperti, tecnici, dirigenti scolastici e studiosi ci spiegano le sottigliezze di questi due complessi meccanismi che sono alla base del miglioramento delle istituzioni scolastiche: la valutazione e l’inclusione.

Gli articoli di Maurizio Piscitelli, Gemma Faraco, Miriam Curti, Simona Sansosti, Fabio Grimaldi e Andrea Guido analizzano l’aspetto della valutazione che interessa la scuola nella dimensione organizzativa ma anche nell’efficacia dell’azione didattica e della metodologia di misurazione di processi logistici e comportamentali. Il bilancio sociale, inteso come rendicontazione, può costituire occasione di crescita per le scuole nel senso di costruire rapporti di fiducia con la comunità di riferimento.

La scuola deve essere attiva, capace di includere oltre che di educare ed istruire.

L’inclusione è il secondo punto cardine su cui si è deciso di articolare le tematiche di questo numero di Didactica.

Nei loro contributi, Roberto Santagata, Rosita Paradiso, Domenico Liguori affrontano la tematica dell’inclusività analizzandone gli aspetti metodologici, ma anche giuridico-normativi.

Nella scuola, concepita come agenzia di raccordo tra famiglie e contesto socio-economico-culturale, per la sua posizione di interlocutrice privilegiata tra il cittadino e il territorio, il concetto di accoglienza deve passare attraverso la conoscenza e la scuola deve essere anche laboratorio interculturale in cui riconoscere la diversità e insegnare una nuova forma di cittadinanza attiva.

Tra gli articoli legati all’inclusione ritroviamo anche riferimenti ai titoli di studio stranieri ed al loro riconoscimento all’interno degli stati dell’UE, così come ritroviamo il concetto di trasparenza della P.A. nell’articolo di Luciano Greco, osservato attraverso la sua più illustre conseguenza che è la disciplina dell’accesso agli atti amministrativi.

 

Maria Brunetti 

Direttore Responsabile

 

 

 

 

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