Dal Rapporto di Autovalutazione alla Rendicontazione Sociale

May 19, 2018

 

 

L’autonomia concessa alle scuole consente loro di effettuare scelte concrete in termini di progettazione, di organizzazione e di gestione delle risorse strumentali ed umane. Tali scelte inevitabilmente comportano ricadute sugli studenti, in termini di apprendimento e di crescita consapevole, sul personale, in un’ottica di valorizzazione delle professionalità, sulle famiglie con le quali si condividono le finalità educative e sul territorio nel quale si opera. Socializzare queste scelte risponde all’esigenza di rendere trasparente l’azione amministrativa e alla necessità di rendere valutabile l’operato dell’Amministrazione da parte del cittadino-utente. In questo lavoro si introduce la rendicontazione sociale delle Istituzioni Scolastiche come fase finale di un processo di valutazione avviato nell’A.S. 2014/2015 con l’Autovalutazione e la redazione del RAV.

 

The autonomy granted to schools allows them to make concrete choices in terms of design, organization and management of human and instrumental resources. These choices inevitably entail effects on the students, in terms of learning and conscious growth, on the staff, in the perspective of enhancing their professionality, on the families who share educational goals and on the reference territory. Socializing these choices responds to the need of making transparent administrative action to the need of making the work of the Administration assessable by the citizen-user.This paper introduces the social reporting of the Scholastic Institutionsas the final phase of an evaluation process initiated in the scholastic year 2014/2015 with the self-assessment and the drafting of the RAV.

 

Keywords: autonomy, administrativeaccountability, cooperative accountability, social reporting, evaluationprocess

 

 

 

 

Rendicontazione e Bilancio Sociale

 

L’art. 6 del DPR 28 marzo 2013, n. 80 - Regolamento sul sistema nazionale di valutazione in materia di istruzione e formazione – regolamenta il procedimento di valutazione delle Istituzioni Scolastiche illustrandone le varie fasi:

 

> Autovalutazione

> Valutazione esterna

> Azioni di miglioramento

> Rendicontazione sociale

 

La Direttiva 11 del 18 settembre 2014, comunicata alle scuole con la C.M. 47 del 21 ottobre 2014, fissa i tempi del processo già a partire dall’A.S. 2014/2015. Con l’entrata in vigore della legge di riforma, L. 107/2015, la tempistica è stata successivamente rivista per allineare i tempi della rendicontazione ai tempi del PTOF e dunque della programmazione.

La Scuola, chiamata, in una prima fase, ad analizzare il contesto in cui opera, a riflettere sui processi organizzativi e didattici messi in atto, ha predisposto il proprio piano di miglioramento, lo ha realizzato monitorando attentamente le azioni messe in atto e si avvia a diffondere i risultati raggiunti. Dal territorio si è partiti e al territorio si ritorna rendendo conto delle scelte operate.

Conscia della propria identità, che esplicita attraverso il PTOF, della mission e della vision che orientano la sua azione, la Scuola rende conto delle strategie messe in atto, dei traguardi, dell’efficacia dei progetti realizzati, di come sviluppa apprendimenti nei propri allievi e del contributo che apporta nella trasformazione del territorio in cui agisce. E per far questo riflette sistematicamente sul proprio operato, identifica i propri interlocutori con chiarezza e li coinvolge nelle decisioni; attua una politica basata sulla trasparenza e sull’informazione efficace e tempestiva, analizza i risultati raggiunti utilizzando indicatori comparabili. Lo scopo è il miglioramento della singola realtà scolastica e dell’intero sistema. Sebbene imposta dalla norma a tutte le Istituzioni Scolastiche con finalità di controllo e comparazione, la Scuola, riaffermando il proprio ruolo nella comunità di riferimento, in un’ottica costruttiva, provvede a rispondere con la consapevolezza del «voler rendere conto»recuperando la dimensione di condivisione della rendicontazione sociale.

 

Strumento privilegiato di rendicontazione è il Bilancio Sociale già individuato nella Direttiva del Ministero della Funzione Pubblica del 17 febbraio del 2006 come mezzo «[…] finalizzato a dar conto del complesso delle attività dell’amministrazione e a rappresentare in un quadro unitario il rapporto tra visione politica, obiettivi, risorse e risultati […]».

La richiamata direttiva teorizza il bilancio sociale definendone gli obiettivi e fornisce linee guida per le Amministrazioni Pubbliche che scelgono di rendicontare. Lo scopo, dichiarato, è contribuire a diffondere la cultura della trasparenza amministrativa.

Il bilancio sociale è un documento che la Scuola redige con l’intento di comunicare alla comunità territoriale in cui opera, le scelte strategiche, i comportamenti e le conseguenze delle azioni pianificate e svolte.

Nel  rispetto dei principi di trasparenza, veridicità delle informazioni, certezza delle fonti e coerenza con gli altri documenti scolastici (PTOF, PdiM, Programma Annuale, etc.), la redazione del bilancio sociale consente alla Scuola di assumere consapevolezza della propria responsabilità nei confronti degli attori interni ed esterni, di riflettere sulla propria identità, di attivare e sviluppare i rapporti con i propri stakeholder, di comprenderne le esigenze e le aspettative, di presentarsi con un linguaggio chiaro ed accessibile ai diversi interlocutori. La redazione del documento costringe alla riflessione e alla condivisione e diventa azione di pianificazione strategica, di monitoraggio delle performance e di controllo gestionale.

Consapevole di avere un impatto diretto sul benessere della comunità, la Scuola indaga sugli effetti generati nel tempo dalle politiche messe in atto e si appresta a stimare cosa sarebbe accaduto in assenza di quelle scelte.

 

Attraverso il «rendere conto» la Scuola si conosce, misura le proprie performance formative ed educative, stimola il miglioramento e l’innovazione.

Attraverso il «rendere conto» la Scuola ricerca consenso e legittimità sociale, premesse essenziali per il raggiungimento di un qualsiasi obiettivo.

Il Bilancio sociale diventa strumento di comunicazione, di controllo di gestione, di partecipazione sia all’interno della comunità educante sia all’esterno, di indagine della relazione tra ciò che l’organizzazione progetta e dichiara, ciò che realizza e gli effetti che produce.

 

Ed è proprio la misurazione degli effetti a richiedere che il documento sia redatto in maniera chiara e accessibile. Il lettore interessato deve essere messo in condizione di comprendere il processo che ha condotto la governance della Scuola ad assumere quella particolare decisione; le informazioni socializzate devono essere complete e veritiere e rappresentate in maniera chiara e comprensibile. I dati di analisi devono essere rilevati attraverso procedure indipendenti da interessi di parte e trattati con imparzialità; gli effetti delle decisioni assunte devono essere rappresentati con equilibrio e prudenza.

La Scuola produce valore e questo valore va misurato e ben comunicato al territorio di riferimento. Il cosiddetto «valore aggiunto» misurato dall’INVALSI va ben veicolato nella comunità e non può essere la sola misura dell’efficacia delle scelte strategiche effettuate.

 

La logica della rendicontazione, come conclusione di un ciclo di gestione della performance finalizzata a fornire alle famiglie elementi utili per scegliere tra le Scuole, risponde certamente all’esigenza di rendere trasparente l’operato dell’Amministrazione, ma risulta poco attenta alla logica della condivisione con la comunità di appartenenza. Il rischio che si corre è quello di promuovere una sorta di competizione nella fornitura del servizio pubblico, la cosiddetta «logica di mercato». Il valore prodotto dalla Scuola, l’impatto che produce sul territorio di riferimento, il cambiamento socio-culturale che suscita e sostiene, non possono essere né misurati con rigore metodologico, data l’assenza di un gruppo di controllo, né tantomeno comparati con il valore o con il cambiamento prodotto da altre scuole in altri contesti.

 

La redazione del bilancio sociale deve essere dunque momento per riflettere, riassumere e sistematizzare il complesso delle attività che la Scuola rivolge al territorio di riferimento definendo e caratterizzando gli effetti prodotti su quelle categorie di soggetti lambiti dalla sua azione. Il documento deve misurare con indicatori qualitativi e quantitativi, di output e di valore aggiunto, di processo e di risultato, gli effetti di trasformazione del territorio che la Scuola quotidianamente e lentamente produce.

La fase di rendicontazione nel processo di valutazione orientato al miglioramento può essere veramente occasione di crescita se la stessa è esercitata con l’obiettivo di costruire rapporti di fiducia con la comunità di riferimento. Fiducia basata su una maggiore conoscenza delle scelte effettuate in riferimento alle finalità istituzionali e alla specifica mission individuata.

 

 

 

 

 

 

Bibliografia

  • Cipollone P., Montanaro P., Sestito P., Misure di valore aggiunto per le scuole italiane, in Temi di discussione, Banca d’Italia, 2010.

  • De Anna F., Autonomia scolastica e rendicontazione sociale. Dal POFal Bilancio sociale, Franco Angeli, Milano,2005.

  • Matteuzzi Mazzoni L., Paletta A., Economia e Managementdell’Azienda Pubblica, Clueb, Bologna, 2006.

  • Matthews P., Accountability Evaluation and Improvement ofSchools in England: WhatDoeInspectionContribute? in A. Paletta(editor), Towards a quasi market? Problems of Governance,Accountability and Management of Education, «International JournalforEducation Law and Policy», Special Issue, 2005.

  • Paletta A., Scuole responsabili dei risultati, Il Mulino, Bologna, 2011.

  • Paletta A. Bonaglia, C. Boracchi, L Peccolo, La scuola rende conto, Bruno Mondadori, 2011.

  • Previtali D., Il bilancio sociale nella scuola, Edizioni Lavoro, Roma,2010.

Sitografia

 

https://www.fondazionescuola.it/la-rendicontazione-sociale-nelle-scuole/cose-il-bilancio-sociale

http://qualitapa.gov.it/customer-satisfaction/ascolto-e-partecipazione-dellutenza/rendicontazione-sociale/

http://www.istruzione.it/snv/scuole.shtml

 

 

 

 

Gemma Faraco

Dirigente Scolastico Istituto Comprensivo Montalto Uffugo Taverna

gemma.faraco@istruzione.it

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