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La matematica come strumento per integrare ed includere

May 12, 2018

Le presenze multietniche, sempre più numerose nelle scuole italiane, ci pongono di fronte all’esigenza di rafforzare le tecniche di integrazione ed inclusione sociale. Il traguardo può essere raggiunto solo facilitando la comunicazione tra le parti. La matematica, in quanto linguaggio universale, può favorire questa comunicazione a patto che la si insegni con una didattica adeguata.

 

Mathematics as a tool to integrate and include

Multiethnic presences in Italian schools put us in front of the need to strengthen social inclusion and integration techniques.The goal can only be achieved by facilitating communication between the parties. Mathematics, as a universal language, can promote this communication provided that it is taught with appropriate teaching.

 

Parole chiave: integrazione, inclusione, intercultura, matematica, linguaggio universale

Keywords: Integration, inclusion, cross-culture, mathematics, universal language

 

 

La multietnicità presente nelle classi delle nostre scuole, specchio della odierna complessità sociale, ci impone il superamento di modelli didattici e organizzativi obsoleti e destinati all’alunno medio in favore di approcci flessibili ed adeguati ai bisogni formativi dei singoli studenti. La diversità non può rappresentare più un problema, piuttosto una opportunità interculturale che passi attraverso la condivisione dei valori, delle conoscenze, delle competenze e delle capacità dei singoli individui. La qualità della scuola si misurerà sempre più in funzione della sua capacità di sviluppare processi inclusivi ed integrativi, sia per l’aspetto sociale sia per i processi di apprendimento. L’inclusione e l’integrazione possono essere certamente facilitati se la comunicazione avviene attraverso un linguaggio comune ed universale come quello con cui ci parla la natura ovvero la matematica: «La filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi a gli occhi (io dico l'universo), ma non si può intendere se prima non s'impara a intender la lingua, e conoscer i caratteri, ne' quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi, ed altre figure geometriche, senza i quali mezzi è impossibile a intenderne umanamente parola; senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro laberinto»[1].

 

In quest'ottica, le realtà multietniche possono divenire un’occasione importante per incentivare lo sviluppo dell’utilizzo del linguaggio matematico come fonte di aggregazione ed un buon laboratorio per sperimentare esempi di didattica inclusiva ed integrativa interculturale.

Il docente Giovanni Nicosia, collaboratore del Gruppo di ricerca e sperimentazione in didattica e divulgazione della matematica (Rsddm) [2] e del Gruppo di studio internazionale di etnomatematica (Isgem) [3], ha affrontato molto approfonditamente il tema del multiculturalismo in matematica [4], evidenziando come i processi di inclusione e di integrazione spesso siano ostacolati dall’obsolescenza dei testi e dei programmi scolastici, dal conservatorismo degli insegnanti, degli editori e persino dagli studenti che non amano abbandonare spontaneamente le vie già battute per fare spazio al diverso ed all’interscambio biunivoco di esperienze e di metodologie o strategie di apprendimento.

 

La matematica, invece, può essere un primo terreno sul quale costruire una relazione al di là del proprio idioma madre e può rappresentare un efficace strumento per abbattere i muri eretti della mancata conoscenza della lingua e della cultura di altri popoli. 

Studi e ricerche didattiche su esperienze con alunni stranieri hanno dimostrato che il problema della comunicazione verbale, legato alle diversità linguistiche, può essere superato passando attraverso il linguaggio matematico [5]. La modellizzazione matematica di problemi seppur semplici, ma di riscontro pratico alla portata di esperienze di vita quotidiana, promuove l’utilizzo di un lessico ricco di simboli universali le cui regole di grammatica e di sintassi riducono le difficoltà di comunicazione favorendo l’inclusione e l’integrazione tra gli studenti.

 

Diverse esperienze dimostrano che gli alunni stranieri, almeno all’inizio della loro carriera scolastica in Italia, riescono a seguire meglio le lezioni di matematica proprio quando non si utilizza eccessivamente la lingua italiana. Sono piccoli esempi di inclusione i cui risultati positivi favoriscono il processo di integrazione e stimolano l’acquisizione della lingua italiana. A tal proposito risulta molto interessante il parere del fisico e matematico italiano Tullio Regge, secondo il quale «Il matematico è simile al poeta, perché può giocare con le parole in piena libertà. La matematica è la modalità con cui la mente umana filtra la realtà» [6].

 

La matematica ci permette di filtrare la realtà e di interpretare l’universo che ci circonda, occupando un ruolo fondamentale che permette di colmare, laddove possibile, il divario dovuto alle iniziali diversità linguistiche, creando inclusione e favorendo la circolazione delle informazioni. Nell’insegnamento della matematica, però, bisogna fare attenzione a non eccedere in formalismi astrusi assicurandosi di usare simboli, segni e grafici per ciò che valgono e rappresentano, riempiendoli di quel significato che consente lo scambio di idee e il confronto tra le persone. L’utilizzo del linguaggio matematico come strumento di aggregazione, di gioco cooperativo, di indagine e modellizzazione della realtà quotidiana dovrà, sempre più, aiutarci a passare da una situazione di multiculturalità già presente nelle nostre classi alla costruzione di una transcultura attraverso una fase di elaborazione interculturale. Questo è il processo, che lo studioso brasiliano, Ubiratan D’Ambrosio, fondatore dell’etnomatematica [7], definisce inevitabile e portatore di esiti positivi, a patto che venga gestito con la visione della valorizzazione delle differenze interculturali.

 

 

 

[1]  G. Galilei, Il Saggiatore,Roma, 1623.

[2]  https://rsddm.dm.unibo.it/

[3]  http://isgem.rpi.edu/

[4]  G. Nicosia, Alla scoperta delle culture matematiche nell’epoca della globalizzazione, Erickson, 2008 e Cinesi, Scuola e matematica, Bologna, 2010.

[5]  https://oggiscienza.it/2011/01/28/la-matematica-puo-servire-per-lintegrazione-parte-i/;

http://maddmaths.simai.eu/didattica/transdisciplinari/integrare/

[6]  T. Regge, Infinito, Mondadori, 1996.

[7]  U. D’Ambrosio, Etnomatematica, Pitagora, 2002

 

 

SITOGRAFIA DI RIFERIMENTO

       https://rsddm.dm.unibo.it/

       http://isgem.rpi.edu/

       https://oggiscienza.it/2011/01/28/la-matematica-puo-servire-per-lintegrazione-parte-i/

       http://maddmaths.simai.eu/didattica/transdisciplinari/integrare/

 

 

 

 

 

 

 

 

Domenico Liguori

Liceo Scientifico «Stefano Patrizi», Cariati (CS)

email: mim_lig@alice.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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